La perdita di Bitcoin si trasforma: i HODLers detengono il 43% degli asset in perdita
Nel panorama dinamico delle criptovalute, la domanda più frequente è: dove si trovano i Bitcoin che non hanno ancora recuperato il valore di mercato? L’analisi on‑chain fornisce risposte concrete, e gli ultimi dati di Glassnode indicano un’evoluzione significativa: quasi un quarto della produzione totale è ancora in perdita, ma la maggior parte di questi asset è detenuta da investitori a lungo termine. Questo spostamento ha importanti ripercussioni per chi opera nel settore e per chi considera l’adozione di Bitcoin come asset di lungo termine.
Cos’è l’«underwater» e perché importa?
L’espressione “underwater” (sottopagato) si riferisce a qualsiasi Bitcoin che è stato acquistato a un prezzo superiore rispetto al valore di mercato corrente. Se un utente acquista 1 BTC a 10.000 USD e il prezzo scende a 8.000 USD, quel Bitcoin è “underwater” di 2.000 USD. A livello di mercato, la quantità di supply in perdita è un indicatore della volatilità e della psicologia degli investitori: più è alta, più è probabile che si verifichino vendite di panico quando il prezzo si avvicina al livello di break‑even.
Il trend recente: aumento della quota di HODLers
Secondo l’ultimo report settimanale di Glassnode, il 23,7 % della produzione totale di Bitcoin è attualmente in perdita. La sorpresiva parte di questa analisi è la distribuzione delle perdite: 43 % di tutto l’underwater è detenuto da HODLers, ovvero investitori che hanno mantenuto i propri asset per periodi lunghi, spesso anni. Questa percentuale è in crescita rispetto al periodo precedente, dove la quota di HODLers era intorno al 35 %. L’incremento suggerisce che i possessori a lungo termine stanno diventando più “tolleranti” alle fluttuazioni di prezzo e stanno accettando di mantenere le perdite temporanee nella speranza di un recupero futuro.
Come si calcola la quota di HODLers?
Glassnode utilizza l’indice di lungo termine (long‑term holding period) per identificare i wallet che hanno detenuto Bitcoin per più di 12 mesi. I dati on‑chain permettono di tracciare le transazioni e di distinguere tra wallet a lungo termine e quelli a breve. L’analisi mostra che, sebbene la percentuale di wallet in perdita sia relativamente alta, la maggior parte di questi è costituita da holder che hanno deciso di rallentare la discesa del valore complessivo.
Perché la perdita sta crescendo?
La crescita del numero di Bitcoin in perdita è dovuta a diversi fattori:
- Volatilità storica: Bitcoin ha mostrato oscillazioni di prezzo intense, soprattutto durante le fasi di rally e correzione.
- Acquisti durante i picchi: molti investitori hanno acquistato in momenti di alta domanda, portando i prezzi di acquisto al di sopra del livello medio.
- Eventi macro‑economici: l’inflazione, le politiche monetarie e le crisi geopolitiche hanno spinto i prezzi verso livelli storici, ma successivamente hanno décline temporanei.
Il ruolo cruciale dei HODLers
I HODLers non solo rappresentano la maggior parte degli asset in perdita, ma fungono anche da “cuscinetto” per il mercato. Mantenendo i Bitcoin durante le correzioni, riducono la pressione di vendita e contribuiscono a rallentare la caduta dei prezzi. Inoltre, la loro fiducia a lungo termine è un segnale di stabilità, che può attirare nuovi investitori che vedono Bitcoin come una riserva di valore.
Strategie di resistenza
Molti HODLers adottano strategie di gestione del rischio, come:
- Vendita parziale a livelli chiave di prezzo per realizare guadagni.
- Rebalancing del portafoglio per mantenere una distribuzione diversificata.
- Uso di strumenti derivati (futures, opzioni) per coprire le perdite a breve termine.
Implicazioni per gli investitori e per il mercato
L’aumento della quota di HODLers in perdita può avere effetti contrastanti:
- Rischio di sell‑off: se la maggior parte degli investitori decide di vendere per recuperare le perdite, il prezzo potrebbe subire un ulteriore calo.
- Rinforzo della fiducia a lungo termine: i HODLers continuano a credere nel recupero, il che può stabilizzare il mercato durante le fasi di volatilità.
- Effetto “squeeze”: quando il prezzo si avvicina al break‑even, la pressione di vendita aumenta, creando dinamiche di mercato a breve termine.
Come interpretare i dati per la propria strategia
Gli investitori dovrebbero considerare tre punti chiave quando leggono i rapporti on‑chain:
- Proporzione di HODLers: una quota elevata indica un mercato più stabile a lungo termine.
- Volume delle transazioni: un volume basso insieme a un alto underwater suggerisce che le perdite non stanno ancora influenzando il prezzo.
- Tendenze di break‑even: monitorare quando la percentuale di asset in perdita diminuisce può indicare un momento di recupero.
Conclusione
Il panorama delle criptovalute è in continua evoluzione, e le analisi on‑chain sono strumenti indispensabili per comprendere le dinamiche di mercato. La recente crescita della quota di HODLers tra gli asset sotto valore non solo dimostra la resilienza degli investitori a lungo termine, ma fornisce anche un indicatore di potenziale stabilità futura. Per chi opera in questo settore, riconoscere queste tendenze è fondamentale per costruire strategie di investimento informate e per gestire il rischio in un mercato che continua a sorprendere.