India intensifica la vigilanza crypto: 49 exchange registrati, nuovi non autorizzati
Introduzione
Negli ultimi mesi l’India ha intensificato la propria attenzione verso il mercato delle criptovalute, adottando misure più stringenti per garantire la trasparenza e la sicurezza delle transazioni digitali. Il governo, guidato dalla visione di una finanza più regolamentata, ha introdotto nuove norme che richiedono la registrazione obbligatoria di tutti gli exchange operanti sul territorio nazionale. Questa evoluzione riflette la crescente preoccupazione di autorità come il Reserve Bank of India (RBI) e la Securities and Exchange Board of India (SEBI) di contrastare il riciclaggio di denaro e le attività illecite nel settore.
La registrazione di 49 piattaforme è solo la punta dell’iceberg: mentre gli exchange ufficialmente approvati seguono rigorosi requisiti di KYC e AML, un numero sempre maggiore di operatori opera senza licenza, sfruttando le lacune normative per attirare investitori inesperti. La situazione evidenzia l’importanza di un quadro normativo robusto, soprattutto in un mercato in rapida espansione come quello delle criptovalute.
Contesto normativo
La regolamentazione delle criptovalute in India è stata oggetto di discussione fin dal 2018, quando il RBI ha emesso un avviso che limitava l’uso delle valute digitali nei pagamenti. Nel 2021, la SEBI ha proposto una serie di linee guida per gli exchange, stabilendo standard di sicurezza e procedure di compliance. Tuttavia, il panorama è rimasto frammentato, con molti operatori che funzionavano in una zona grigia.
Nel 2024, una nuova legge ha formalizzato l’obbligo di registrazione per tutti gli exchange che offrono servizi di compravendita di token e criptovalute. L’ordinamento prevede che le piattaforme registrate debbano mantenere registri dettagliati, effettuare controlli di identità su tutti i clienti e collaborare con le autorità fiscali per la dichiarazione delle transazioni. L’obiettivo è duplice: proteggere gli investitori e prevenire l’utilizzo delle criptovalute per scopi illeciti.
Registrazione degli exchange
Con l’entrata in vigore della nuova normativa, 49 exchange si sono registrati entro la scadenza fissata, dimostrando la volontà di conformarsi alle nuove regole. Questi operatori includono alcuni dei più grandi player del settore, come WazirX, CoinDCX, e ZebPay, oltre a piattaforme internazionali che hanno scelto di espandersi in India con una presenza legale.
Principali exchange registrati
WazirX, con la sua piattaforma di trading e la sua app mobile, è riuscita a ottenere la licenza in pochi mesi, grazie a un piano di compliance completo. CoinDCX, noto per la sua ampia gamma di token, ha dimostrato di poter gestire le richieste di KYC con un sistema automatizzato, riducendo i tempi di verifica. ZebPay, che ha subito una serie di controversie in passato, ha riformato la propria struttura di governance per allinearsi alle nuove direttive.
Gli exchange non registrati
Nonostante l’espansione dei servizi regolamentati, un numero crescente di exchange opera senza licenza, puntando su mercati emergenti e utenti che cercano soluzioni rapide e meno costose. Alcuni di questi operatori includono piattaforme di piccole dimensioni che non hanno ancora raggiunto la soglia di traffico necessaria per richiedere la registrazione, ma che attirano comunque un numero significativo di utenti.
Questi exchange non autorizzati spesso non forniscono adeguate protezioni per i clienti, non adempendo ai requisiti di KYC o AML. Di conseguenza, gli investitori sono esposti a rischi di frode, perdita di fondi e di non poter recuperare le criptovalute in caso di malfunzionamento del servizio.
Il ruolo delle autorità
Il RBI, in collaborazione con la SEBI, ha istituito un comitato dedicato alla sorveglianza delle piattaforme digitali, con l’obiettivo di monitorare le attività in tempo reale e di intervenire quando necessario. Il comitato esamina regolarmente i report di compliance degli exchange registrati, verificando la correttezza delle informazioni fornite e la coerenza con le leggi fiscali.
Allo stesso modo, la SEBI ha introdotto sanzioni severe per i trader che operano in modo non conforme: multe che possono arrivare fino al 10% del valore delle transazioni, oltre a potenziali sospensioni di licenza. Le autorità hanno inoltre avviato campagne di educazione finanziaria per sensibilizzare i consumatori sui pericoli di investire in exchange non autorizzati.
Implicazioni per gli investitori
Per gli investitori, la nuova normativa significa una maggiore protezione e un quadro più chiaro dei rischi associati alle criptovalute. Gli exchange registrati sono tenuti a garantire la sicurezza dei fondi, a fornire trasparenza sulle tariffe e a mantenere un sistema di recupero in caso di attacchi informatici.
Tuttavia, la presenza di exchange non registrati continua a rappresentare una minaccia. Gli investitori dovrebbero verificare lo status di licenza di ogni piattaforma prima di depositare fondi, poiché le transazioni effettuate su exchange non autorizzati non beneficiano delle garanzie di protezione offerte dallo Stato.
Prospettive future
Le autorità stanno valutando l’introduzione di un framework più dettagliato che includa non solo la registrazione ma anche la supervisione continua degli exchange. Ciò potrebbe prevedere audit periodici, la condivisione di dati con le autorità fiscali e la creazione di un registro pubblico delle piattaforme autorizzate.
Inoltre, si prevede un maggiore coinvolgimento del settore privato nella definizione delle best practice, con la collaborazione di associazioni di settore e società di consulenza specializzate. L’obiettivo è quello di creare un ecosistema in cui la tecnologia blockchain possa prosperare in un ambiente di fiducia e trasparenza.
Conclusione
L’India ha fatto un passo decisivo verso la formalizzazione del mercato delle criptovalute, registrando 49 exchange e imponendo rigide norme di compliance. Mentre gli operatori autorizzati beneficiano di una maggiore protezione, gli exchange non registrati rappresentano ancora un rischio significativo per gli investitori. Con l’implementazione di ulteriori controlli e la promozione di una cultura di trasparenza, il paese si avvicina a un modello di finanza digitale più sicuro e regolamentato.