Il dollaro continua a dominare i mercati obbligazionari globali: analisi dei cicli di potere della valuta

Negli ultimi decenni la valuta americana è stata l’asset di riferimento per le obbligazioni emesse da governi e imprese di tutto il mondo. Nonostante le incertezze geopolitiche, i cambiamenti nei tassi di interesse e l’avanzare di nuove valute emergenti, il dollaro rimane il collante che unisce i mercati del debito globali. Un nuovo studio della Federal Reserve ha approfondito le ragioni di questa resilienza, evidenziando come il dollaro si consolidi in cicli di dominanza, ma che tali cicli sono anche soggetti a variazioni di ritmo e intensità.

Il ruolo storico del dollaro nei mercati obbligazionari

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale il dollaro ha assunto la funzione di valuta di riserva globale. Nel 1944, con il patto di Bretton Woods, il valore del dollaro è stato fissato al oro, dando inizio a un’epoca di stabilità e fiducia. Nel 1971, quando la convertibilità in oro fu sospesa, il dollaro è rimasto comunque l’asset più richiesto per i titoli di stato e corporate, grazie alla sua liquidità e alla solidità delle istituzioni finanziarie statunitensi. L’analisi storica mostra che, anche in periodi di crisi, gli investitori hanno preferito detenere obbligazioni americane o denominati in dollari, percependo il rischio di default come inferiore.

Metodologia dello studio Fed: dati e approcci

Il team di ricerca della Fed ha raccolto dati sui flussi di investimento in obbligazioni internazionali per un periodo che va dal 1990 al 2023. Utilizzando modelli di regressione multivariata, hanno misurato l’elasticità della domanda di titoli denominati in diverse valute rispetto ai tassi di interesse, alle aspettative di inflazione e ai livelli di rischio paese. Lo studio ha inoltre confrontato le performance dei mercati obbligazionari con le variazioni del tasso di cambio USD/Euro e USD/Yuan, per capire se la preferenza per il dollaro fosse legata esclusivamente al rischio, al rendimento o a fattori di liquidità.

Analisi dei cicli di dominanza del dollaro

I risultati indicano che la dominanza del dollaro non è costante ma si manifesta in cicli di durata variabile. Durante gli anni ’90, quando il mercato globale era caratterizzato da una forte crescita tecnologica e da bassi tassi di interesse, la domanda di obbligazioni statunitensi è aumentata del 35% rispetto ai titoli europei. Nei primi anni 2000, la crisi finanziaria di 2008 ha spinto gli investitori a cercare rifugio nel Treasury, facendo salire la quota di dollari nei portafogli globali a 58%. Tuttavia, negli ultimi due anni, la rivalutazione dell’euro e l’attenzione verso i bond aziendali euro‑denominati hanno ridotto la quota di dollari a 52%, indicando un possibile inizio di un nuovo ciclo di competizione.

Fattori che alimentano la resilienza del dollaro

1. Liquidità: i Treasury statunitensi sono quotati su piattaforme altamente liquide, consentendo operazioni veloci e a basso costo. 2. Sicurezza legale: la struttura giudiziaria degli Stati Uniti offre protezioni robuste per i creditori internazionali. 3. Rendimenti competitivi: per periodi di politiche monetarie accomodanti, i rendimenti delle obbligazioni statunitensi sono risultati attraenti rispetto a quelli di paesi emergenti.

Le alternative al dollaro: euro, yuan e altre valute

L’Euro ha rappresentato la principale alternativa, soprattutto nei mercati europei. Il suo potere di acquisto è stato però limitato dalla volatilità dei tassi di interesse della Banca Centrale Europea. Il Yuan, invece, ha guadagnato spazio grazie al sostegno della politica monetaria cinese e al crescente uso del commercio intra‑cinese in yuan. Nonostante ciò, entrambe le valute soffrono di limitata liquidità rispetto al dollaro e di una percezione di rischio più elevata nei mercati globali.

Valutazione delle alternative: rischi e opportunità

Gli investitori istituzionali valutano l’interesse per titoli denominati in euro o yuan in base a due dimensioni: la diversificazione del rischio di cambio e la ricerca di rendimenti superiori. Tuttavia, la mancanza di una rete di swap e di mercato secondario robusta per queste valute riduce la capacità di coprire le posizioni in caso di ribasso improvviso del valore.

Implicazioni per gli investitori istituzionali

Le istituzioni che gestiscono fondi pensione, fondi sovrani e fondi di investimento devono bilanciare la necessità di liquidità con la ricerca di rendimento. La prevalenza del dollaro offre un’opportunità di riduzione del rischio di controparte, ma comporta anche una esposizione al rischio di cambio. La diversificazione verso titoli in euro o yuan può mitigare la dipendenza dal dollaro, ma richiede l’implementazione di strategie di copertura più sofisticate.

Reazioni dei mercati e delle autorità

Le autorità monetarie globali hanno osservato con attenzione gli effetti delle politiche della Fed sulla struttura del debito internazionale. La Banca Centrale Europea ha continuato a mantenere tassi bassi per stimolare la crescita, mentre la People’s Bank of China ha adottato misure per sostenere la liquidità del mercato dei bond cinese. Alcuni mercati emergenti hanno introdotto leggi per facilitare l’emissione di obbligazioni in valuta locale, cercando di ridurre la dipendenza dal dollaro.

Prospettive future e potenziali svolte

La Fed ha dichiarato che la sua politica monetaria non cambierà drasticamente nei prossimi anni, ma si adatterà alle condizioni economiche globali. Se i tassi di interesse rimarranno bassi, la domanda di Treasury probabilmente resterà alta. Tuttavia, l’aumento dei rendimenti delle obbligazioni europee e la crescita del mercato dei bond cinese potrebbero stimolare una maggiore diversificazione. Inoltre, l’interesse crescente per i titoli “green” e “sostenibili” in valuta locale potrebbe spostare parte del capitale verso emittenti non-dollari.

Conclusioni

Il nuovo studio della Federal Reserve conferma che, sebbene il dollaro continui a dominare i mercati obbligazionari globali, la sua posizione è in evoluzione. La ricerca di alternativa, la crescita di altri mercati e la diversificazione delle strategie di investimento indicano che i cicli di dominanza del dollaro sono ciclici ma non deterministici. Per gli investitori, la chiave è monitorare le dinamiche di rischio e rendimento, mantenendo una postura equilibrata che consideri sia la sicurezza del dollaro sia le opportunità offerte da valute emergenti e titoli denominati in altre valute.