Settecento economisti chiedono all’UE di favorire il valore pubblico del euro digitale

Il futuro della moneta digitale nell’Unione Europea è al centro di un dibattito che coinvolge non solo istituzioni finanziarie e tecnologi, ma anche la comunità accademica. Recentemente, una lettera firmata da settantatre economisti di spicco è stata indirizzata ai legislatori europei per esortare a dare priorità agli interessi pubblici nella progettazione e implementazione del nuovo euro digitale. L’argomento non è solo di natura tecnica, ma riguarda profondamente la sovranità monetaria, la stabilità finanziaria e la tutela dei consumatori.

Il contesto: l’evoluzione della moneta digitale

Negli ultimi anni, la digitalizzazione dei pagamenti ha accelerato la diffusione di criptovalute, stablecoin e soluzioni di pagamento online. Mentre queste tecnologie offrono velocità e convenienza, presentano anche rischi di volatilità, frode e dipendenza da entità private. In risposta, l’Eurozona ha iniziato a esplorare la possibilità di introdurre un euro digitale emesso dalla banca centrale, con l’obiettivo di garantire un’alternativa sicura e regolamentata.

Vantaggi percepiti

L’euro digitale promette una serie di benefici: riduzione dei costi di transazione, maggiore inclusione finanziaria, e una maggiore trasparenza nelle operazioni. Inoltre, consentirebbe alle autorità di monitorare l’economia in tempo reale, migliorando la capacità di risposta a crisi future.

Preoccupazioni emergenti

Nonostante i potenziali vantaggi, vi sono timori legati alla privacy, alla sicurezza informatica e alla possibile erosione della base di depositi tradizionali, che potrebbero indebolire il sistema bancario. Alcuni economisti temono che l’introduzione di stablecoin private, come quelle emesse da grandi aziende tecnologiche, possa minacciare la sovranità monetaria dell’UE, creando dipendenza da infrastrutture esterne.

Il messaggio degli economisti

La lettera, firmata da rinomati studiosi di economia e finanza, sottolinea la necessità di un approccio equilibrato. Gli autori chiedono che la progettazione dell’euro digitale sia guidata da principi di trasparenza, equità e protezione dei consumatori. Essi avvertono che l’adozione di stablecoin di terze parti senza un adeguato controllo può esporre l’UE a rischi sistemici.

La sovranità monetaria a rischio

La sovranità monetaria è la capacità di un paese o di un’area geografica di controllare la propria politica monetaria. Se l’UE si affida a stablecoin private, rischia di perdere il controllo su fattori chiave come l’elasticità della moneta, la gestione del tasso di interesse e la stabilità del sistema bancario. Gli economisti avvertono che un’eccessiva dipendenza da entità private può compromettere la capacità dell’UE di intervenire efficacemente in caso di crisi.

Protezione dei consumatori e dei mercati

Il documento richiede che l’euro digitale sia progettato in modo da garantire la protezione dei consumatori. Ciò include la salvaguardia della privacy, la prevenzione di frodi e la diffusione di informazioni chiare sul funzionamento e sui rischi associati. Inoltre, le autorità devono assicurare che il mercato rimanga competitivo, evitando che una singola piattaforma domini il settore.

Il ruolo delle autorità europee

Per garantire che l’euro digitale serva davvero l’interesse pubblico, è fondamentale che le istituzioni europee adottino una serie di misure:

  • Regolamentazione chiara: Definire norme precise per le stablecoin e per l’uso di infrastrutture digitali.
  • Collaborazione transfrontaliera: Coordinare le politiche tra i paesi membri per garantire un approccio uniforme.
  • Trasparenza e comunicazione: Informare i cittadini sui benefici e sui rischi, evitando gergo tecnico eccessivo.
  • Integrazione con il sistema bancario tradizionale: Mantenere un legame solido tra l’euro digitale e le banche convenzionali per preservare la stabilità finanziaria.

Il quadro normativo attuale

La Commissione Europea ha già avanzato proposte per regolamentare le stablecoin, definendo criteri di idoneità, requisiti di capitale e meccanismi di supervisione. Queste regole mirano a evitare che le criptovalute di grande capitale influiscano sulla stabilità del sistema domestico.

La direttiva sulle stablecoin

La proposta di direttiva stabilisce che le stablecoin devono essere supportate da riserve di valuta fiat o attività di valore equivalente. Inoltre, richiede che le piattaforme di pagamento siano soggette a controlli rigorosi e che gli utenti dispongano di protezione legale.

Implicazioni per le start-up e le grandi aziende

Le nuove regole possono influenzare le startup fintech e le grandi aziende tecnologiche che offrono servizi di pagamento digitale. Molte di esse dovranno dimostrare la solidità delle proprie riserve e la capacità di rispettare i requisiti di trasparenza.

Una prospettiva globale

Il dibattito sull’euro digitale non è un fenomeno esclusivo dell’Europa. Altre economie, come gli Stati Uniti, la Cina e la Giappone, stanno esplorando o hanno già introdotto forme di moneta digitale emessa dalla banca centrale. In questo contesto, l’UE deve bilanciare la necessità di innovazione con la tutela dei propri cittadini.

Confronto con la CBDC statunitense

Il progetto di “digital dollar” degli Stati Uniti è ancora in fase di studio, ma le autorità hanno già iniziato a valutare i potenziali impatti sulla privacy e sulla sicurezza. L’UE può trarre insegnamenti da queste iniziative, evitando gli errori commessi in passato.

La Cina e la Yuan digitale

Il Yuan digitale ha dimostrato la capacità di una banca centrale di controllare l’uso della moneta digitale a livello nazionale. Tuttavia, la mancanza di trasparenza e di protezione dei diritti degli utenti ha sollevato preoccupazioni internazionali.

Conclusioni: l’importanza di un approccio centrato sul pubblico

Il futuro dell’euro digitale rappresenta un’opportunità senza precedenti per rafforzare l’inclusione finanziaria e modernizzare il sistema di pagamento europeo. Tuttavia, la lettera degli economisti mette in evidenza la necessità di una governance rigorosa, di una supervisione indipendente e di un’attenzione particolare ai diritti dei consumatori. Solo così l’UE potrà garantire che la nuova moneta digitale serva realmente al bene comune, preservando al contempo la sovranità monetaria e la stabilità finanziaria.

In definitiva, la sfida è chiara: introdurre innovazione senza sacrificare sicurezza e controllo. Il futuro dell’euro digitale dipenderà dalla capacità delle autorità europee di tradurre questi principi in politiche concrete e inclusive.

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