Ether a zero: Banca d'Italia valuta i rischi per l'infrastruttura finanziaria

Negli ultimi mesi il mondo delle criptovalute ha visto un’ondata di speculazioni e incertezza, con il valore del token nativo di Ethereum – l’Ether – oscillante in maniera più estrema rispetto a qualsiasi altra moneta digitale. In risposta a questa volatilità, la Banca d'Italia ha lanciato un modello di scenario estremamente pessimista, in cui il prezzo dell’Ether scende a zero. Il risultato? Una serie di implicazioni che vanno ben oltre la semplice perdita di valore di un asset, toccando l’infrastruttura finanziaria e la stabilità del sistema reale.

Il modello di scenario estremo

Il modello, sviluppato da un team di analisti interni, si basa su un set di ipotesi chiave: l’Ethereum fallisce come piattaforma di smart contract, la rete si spegne, e gli utenti non possono più accedere ai propri fondi. In questo contesto, l’Ether – che funge da carburante per le transazioni sulla blockchain – perde tutto il suo valore. La Banca d'Italia ha quindi calcolato gli effetti a catena che si verificaranno su mercati, istituzioni e infrastrutture.

Perché un crollo di Ether è più di un semplice shock di prezzo

Contrariamente a quanto si possa pensare, un calo a zero di un token non è una perdita di valore di una singola moneta, ma un colpo a un ecosistema intero. Ethereum ospita migliaia di applicazioni decentralizzate (dApp), stablecoin collegate, protocolli di finanza decentralizzata (DeFi) e persino fondi di investimento basati su smart contract. Un crollo di valore interromperebbe la liquidità di queste piattaforme, provocando un domino di insolvenze e ritardi nei pagamenti.

Impatto sul mercato delle criptovalute

Il primo effetto osservabile sarebbe quello dei mercati di criptovalute. La perdita di fiducia nei token basati su Ethereum spingerà la domanda di altre monete, come Bitcoin o stablecoin, verso livelli estremi. Inoltre, molti investitori istituzionali che detengono portafogli diversificati in Ethereum potrebbero essere costretti a liquidare rapidamente le loro posizioni per coprire margini e evitare ulteriori perdite. Questo flusso di vendita di massa potrebbe generare un “panic sell” nei mercati, con conseguenti oscillazioni di prezzo in molte altre criptovalute.

Effetti sulle stablecoin collegate a Ethereum

Stablecoin come USDC, USDT e DAI hanno una parte significativa delle proprie colazioni su Ethereum. Se la rete si chiude, la possibilità di accedere ai collaterali, di emettere o ritirare stablecoin può essere bloccata, con ripercussioni dirette sui mercati fiat che dipendono da queste monete digitali per la liquidità e la stabilità dei pagamenti.

Rischi per l'infrastruttura finanziaria

L’ecosistema di Ethereum è strettamente intrecciato con l’infrastruttura finanziaria tradizionale. Molti sistemi di pagamento, piattaforme di prestito e servizi di custodia hanno integrato smart contract per automatizzare contratti, gestire titoli e garantire la compliance. Un crollo del token nativo interromperebbe questi processi automatizzati, causando ritardi nelle transazioni, inadempienze contrattuali e un aumento dei costi di intermediazione.

Custodia e sicurezza dei fondi

Numerosi cold wallet e servizi di custodia delegano la gestione di Ether a provider esterni. Se l’Ether perde valore, questi provider dovranno valutare la possibilità di liquidare i fondi per coprire le proprie esposizioni, con un potenziale contagio di insolvenze tra i custodi e le istituzioni che li utilizzano.

Stabilità finanziaria a livello macro

La Banca d'Italia ha evidenziato che un crollo di Ether a zero potrebbe avere ripercussioni anche sul sistema finanziario globale. I fondi di investimento che detengono grandi quantità di criptovalute, inclusi i fondi pensione e i fondi sovrani, potrebbero subire perdite significative, riducendo la loro capacità di investire in attività tradizionali e di garantire rendimenti a lungo termine.

Coerenza con la normativa e il regime di supervisione

Con l’aumento dell’adozione di criptovalute, la normativa sta cercando di colmare le lacune esistenti. Un crollo di Ether sarebbe un punto di svolta per valutare la necessità di regole più robuste sul collateral management, sulla liquidità delle stablecoin e sui requisiti di capitale per le istituzioni che operano su blockchain. La Banca d'Italia ha quindi chiesto una revisione delle linee guida esistenti per garantire la resilienza del sistema.

Implicazioni per la regolamentazione futura

Il modello di scenario estremo di cui ha parlato la Banca d'Italia non è un semplice esercizio teorico, ma una chiamata all’azione per tutti gli stakeholder del settore. Le autorità di vigilanza, le piattaforme di trading e le istituzioni finanziarie dovranno considerare l’introduzione di requisiti più stringenti di stress testing, di gestione del rischio di liquidità e di monitoraggio delle operazioni su blockchain.

Stress testing e scenari di fallimento della rete

La Banca d'Italia suggerisce di includere, nei propri modelli di stress testing, scenari di interruzione della rete di Ethereum, con analisi di impatto su liquidità, volatilità e gestione del rischio. Ciò consentirebbe alle autorità di valutare la capacità delle piattaforme di sostenere shock di mercato e di proteggere i depositanti.

Conclusioni

Il modello di scenario estremo presentato dalla Banca d'Italia dimostra che il valore di un token digitale non è l’unico elemento da considerare quando si valuta la salute di un ecosistema finanziario. Un crollo di Ether a zero sottolinea la necessità di una supervisione più attenta, di infrastrutture più robuste e di una gestione del rischio più sofisticata. Per le istituzioni, gli investitori e le autorità di vigilanza, il messaggio è chiaro: la resilienza delle criptovalute è un requisito fondamentale per la stabilità del sistema finanziario globale.

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