Criptovalute in GB: il 8% dei cittadini possiede cripto ma cresce la quota di investitori con portafogli di valore elevato

Negli ultimi anni il panorama delle criptovalute nel Regno Unito ha subito cambiamenti significativi. Nel 2025 un sondaggio YouGov ha rilevato che solo l’8% della popolazione adulta possiede attivamente una cripto, una diminuzione rispetto alle statistiche degli anni precedenti. Nonostante questo calo, i dati indicano un incremento nella quota di persone che detengono portafogli di valore più elevato. Il fenomeno solleva interrogativi sul comportamento degli investitori e sulle dinamiche del mercato cripto britannico.

Panorama del mercato cripto nel Regno Unito

Il Regno Unito è da tempo uno dei principali mercati europei per le criptovalute, grazie a un ecosistema di startup, exchange e innovazioni tecnologiche. La crescita è stata fortemente alimentata da un pubblico giovane e tech‑savvy, ma negli ultimi anni il settore ha dovuto confrontarsi con una serie di sfide: volatilità del mercato, scandali di frodi, e un crescente scrutinio da parte delle autorità di vigilanza.

Risultati dell’indagine YouGov 2025

Il sondaggio YouGov, condotto a metà 2025, ha interrogato 2.500 adulti nel Regno Unito. Il risultato principale è che solo l’8 % degli intervistati possiede cripto, in calo dal 10 % registrato nel 2024. Questo dato riflette una certa diffidenza verso i token digitali, probabilmente alimentata da recenti crolli di mercato e da una più marcata attenzione normativa.

Un punto di svolta, tuttavia, è la percentuale di rispondenti con portafogli di valore superiore a 10.000 £, che è aumentata dal 1,2 % al 1,8 %. In altre parole, sebbene il numero complessivo di possessori sia diminuito, la quota di investitori “premium” è cresciuta. Questo trend è indicativo di una concentrazione del mercato: i partecipanti più forti stanno consolidando il loro ruolo.

Tendenze emergenti: l’aumento degli investitori a portafoglio elevato

Il fenomeno delle cripto “high‑net‑worth” è di grande interesse per gli analisti. Un possibile driver è l’aumento della fiducia nelle infrastrutture di sicurezza, grazie all’introduzione di wallet a prova di hack e di protocolli di staking più stabili. Inoltre, l’adozione di stablecoin e di prodotti derivati, come futures e opzioni, ha reso più accessibile l’investimento per gli utenti con capitali più consistenti.

Un altro fattore è la percezione di valore a lungo termine. Con l’adozione crescente di Bitcoin come “oro digitale” e l’interesse per la tecnologia blockchain in settori come la supply chain e la finanza decentralizzata (DeFi), gli investitori con riserve maggiori vedono le criptovalute come un asset diversificato. Questi investitori spesso sfruttano strategie di hedging e di arbitraggio che richiedono capitali più consistenti.

Fattori che guidano la diminuzione della partecipazione generale

La riduzione dell’ownership generale può essere attribuita a diversi elementi:

  • Volatilità estrema: i crolli di mercato del 2023-24 hanno spaventato molti utenti, che preferiscono mantenere la liquidità in asset più stabili.
  • Regolamentazione: l’introduzione di linee guida più stringenti da parte della Financial Conduct Authority (FCA) ha aumentato i costi di compliance per gli exchange e ha introdotto requisiti di divulgazione più severi.
  • Fraintendimenti pubblici: la crescente diffusione di notizie su frodi e truffe ha indebolito la fiducia nei token non verificati.
  • Concorrenti tradizionali: il ritorno di interesse nei fondi indicizzati e nei PEA (Piani Individuali di Accumulo) ha attratto investitori più cauti.

Implicazioni per il settore e per gli investitori

Per le piattaforme cripto, la diminuzione del numero di utenti implica una necessità di rafforzare la comunicazione e la trasparenza. Gli exchange devono dimostrare la sicurezza delle loro infrastrutture, offrire strumenti educativi e facilitare la compliance normativa.

Per gli investitori, la concentrazione del mercato suggerisce una maggiore rivalutazione del rischio. Gli utenti con portafogli più elevati devono adottare strategie di diversificazione e protezione, come l’utilizzo di cold storage, l’implementazione di multi‑signature e l’adozione di prodotti finanziari derivati.

Dal punto di vista normativo, la crescita dei portafogli “premium” potrebbe spingere le autorità a considerare regolamentazioni più mirate, ad esempio l’obbligo di reporting per investitori superiori a 100.000 £ in criptovalute.

Conclusioni

Il sondaggio YouGov 2025 illumina un quadro complesso: il Regno Unito sta vivendo un periodo di transizione per le criptovalute. Mentre la partecipazione generale diminuisce, gli investitori con capitali significativi stanno rafforzando la loro presenza, forse in cerca di opportunità di rendimento a lungo termine. Per gli operatori del settore, è cruciale adattarsi a questa nuova realtà, investendo in sicurezza, educazione e compliance. Per gli investitori, la chiave sarà bilanciare la curiosità per le nuove tecnologie con una gestione prudente del rischio.

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