Bitcoin si avvicina ai 100.000 € ma non è ancora in fase di accumulo
Negli ultimi mesi il panorama delle criptovalute ha assistito a un recupero sorprendente dopo il crollo dei prezzi del 2023. Il prezzo di Bitcoin, la moneta più capillare, sta lentamente riprendendo valore e si avvicina nuovamente alla soglia dei 100.000 €. Questa ripresa è spesso interpretata come un segnale di ritorno dei bull, ma l’analisi dei dati on‑chain rivelano una realtà più complessa: il mercato attuale non sembra ancora essere in una fase di accumulo.
Il contesto del mercato cripto post‑crisi
Il 2023 ha visto una forte contrazione dei prezzi, con Bitcoin che ha perso più del 60 % rispetto al suo picco del 2021. Tuttavia, a partire dalla fine di quell’anno, una combinazione di fattori macro‑economici—come la riduzione dei tassi di interesse da parte della Fed—e l’arrivo di nuovi attori istituzionali hanno ripristinato la fiducia degli investitori. Il risultato è stato un graduale rialzo dei prezzi, con un trend rialzista che si è intensificato nel 2024.
Come si definisce una fase di accumulo?
In termini tecnici, l’accumulazione è l’operazione di acquisto sostenuto da parte di investitori “inclusi” su un asset che si prevede verrà in futuro. I segni di una fase di accumulo includono:
- Volume elevato ma stabile, senza picchi speculativi;
- Un rapido aumento delle transazioni in entrata verso gli indirizzi a lungo termine (HODL);
- Un trend costante verso l’alto con minimi sempre più alti;
- Indicatori di sentiment positivo sui social media e sulle piattaforme di news;
- Un aumento dei flussi di capitali verso exchange e wallet istituzionali.
Questi elementi, combinati con un’analisi on‑chain, permettono agli analisti di identificare quando un asset è in fase di accumulo rispetto a una semplice fase di recupero.
Il caso di Bitcoin: segnali contraddittori
Il ritorno del prezzo verso i 100.000 €
Il prezzo di Bitcoin ha iniziato a salire nel primo trimestre del 2024, superando i 80.000 € e raggiungendo i 95.000 € entro la fine del secondo trimestre. Se osserviamo solo l’analisi tecnica, la tendenza suggerisce un potenziale breakout verso la soglia dei 100.000 €.
Volume e flussi on‑chain: il quadro reale
Il volume di scambi, sebbene in crescita, non ha raggiunto i livelli di picco osservati durante le fasi di accumulo passate. L’analisi dei flussi di Bitcoin verso gli exchange mostra un incremento moderato, ma non un flusso massiccio che indicherebbe l’entrata di nuovi fondi istituzionali.
Attività degli indirizzi a lungo termine
La percentuale di indirizzi con saldo superiore a 1000 BTC rimane stabile, ma non mostra aumenti significativi. Gli address “HODL” non registrano un incremento sostanziale di nuovi fondi, il che è un segnale che gli investitori a lungo termine non stanno ancora consolidando posizioni importanti.
Sentiment e media
Un rapido sondaggio sui principali social media e forum cripto indica una polarizzazione: mentre alcuni influencer parlano di una “suddivisione di mercato” in vista delle prossime normatività, altri rimangono cauti. Questo sentimento misto si traduce in un’inefficace pressione di acquisto.
Perché l’attuale fase non è di accumulo?
Se confrontiamo i dati sopra elencati con i criteri di accumulo, emergono alcune discrepanze chiave:
- Il volume non è sostenuto al livello di una vera fase di accumulo;
- L’attività sui wallet a lungo termine è stagnante, indicando una mancanza di investitori “inclusi” che accumulano;
- Il sentiment è netta, non positivo;
- I flussi istituzionali sono ancora troppo bassi per essere considerati un segnale di accumulo.
In sostanza, il rialzo di prezzo sembra più un ripristino di una posizione di mercato fratturata che un vero e proprio accumulo di fondi da parte di investitori consolidati.
Implicazioni per gli investitori
Per chi ha già una posizione in Bitcoin, la situazione è ambigua. Un rialzo di prezzo può offrire opportunità di profitto a breve termine, ma la mancanza di segnali di accumulo suggerisce che il mercato potrebbe ancora essere vulnerabile a un contesto di volatilità. Gli investitori dovrebbero:
- Rivedere le loro strategie di uscita, considerando stop loss più stretti;
- Monitorare costantemente i flussi on‑chain e i volumi di scambio;
- Stare attenti a eventuali segnali di rialzo di capitali istituzionali;
- Non farsi prendere dall’ottimismo di breve termine senza analisi approfondite.
Conclusioni
Il recupero di Bitcoin verso i 100.000 € è sicuramente un segnale ottimista, ma l’analisi on‑chain mostra che il mercato non è ancora in una fase di accumulo. La prudenza è di fatto la regola d’oro: il rialzo di prezzo potrebbe essere temporaneo, e senza una solida base di investitori a lungo termine, il mercato rimane suscettibile a nuove oscillazioni. Per gli investitori, la chiave è mantenere un occhio vigile sui dati fondamentali e non farsi ingannare da un semplice trend di prezzo.